05.04.2007 / All About Jazz / Italia
Lucas Niggli BIG ZOOM
Sintesi nuove e avvincenti
Con questo quintetto, il batterista e compositore svizzero Lucas Niggli ha trovato lo strumento ideale per esprimere la sua ricca scrittura, in bell'equilibrio tra avanguardia e tradizione, passione e ragione, forme cameristiche e libera improvvisazione. Full Article on All About Jazz Italy.
A chi conosce il percorso musicale del leader, lungo e articolato considerando l'età (39 anni), il Big Zoom è un nome familiare. Costituisce l'ampliamento del Lucas Niggli's Zoom, trio fondato nel 1999 con il trombonista Nils Wogram ed il chitarrista Phillip Schaufelberger. I nuovi arrivati sono il contrabbassista Peter Herbert e clarinettista Claudio Puntin, quest'ultimo già presente nel collettivo che nel 2003, ha inciso Sweat, sempre per la Intakt Records.
Presentando questo disco ai lettori il primo riferimento è Henry Threadgill. Come quella del geniale leader statunitense, la musica di Niggli è avventurosa, ricca di cambi di direzione, sorprese ritmiche e si snoda su piani espressivi diversi. Il batterista è un raffinato evocatore di atmosfere cameristiche, spesso rarefatte, che puntualmente stravolge in un turbinio di collettivi convulsi e variopinti interventi improvvisati. Abbiamo parlato di Threadgill, anche per la somiglianza di certe soluzioni formali (linee tematiche ispirate a marce, l'urgenza espressiva delle parti in unisono) ma sarebbe appropriato citare anche Mingus, per la ricchezza delle soluzioni timbriche e la partitura votata ad accostare climi e stilemi in contrasto tra loro. Il tutto filtrato dalla particolare sensibilità di strumentista mitteleuropeo, attratto da un quadro formale coerente e attento ai dettagli.
In questo percorso i solisti hanno ampi spazi di libertà e ne fanno buon uso. Sostenuti da una ritmica fantasiosa e stimolante (anche in questo Niggli è un maestro) le tre voci in front line esprimono le loro doti. Nils Wogram è uno dei massimi trombonisti oggi in Europa, Claudio Puntin è un clarinettista tanto estroverso quanto tecnicamente brillante, Phillip Schaufelberger un chitarrista dotato di naturale senso lirico, che evidenzia una bella sonorità morbida e un fraseggio introspettivo.
Per concludere, Celebrate Diversity costituisce un lavoro che dimostra quanto sia possibile trovare ancora sintesi nuove e avvincenti, senza cadere nelle secche di una sterile e noiosa sperimentazione.
Angelo Leonardi